LA TORRE DI PISA - LA PENDENZA
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Perchè la Torre di Pisa è storta ? O meglio, è pendente ?
Il problema della pendenza é quello che più di ogni altro ha affascinato ed incuriosito, nel corso del tempo, visitatori, appassionati d’arte e studiosi e che ha reso celeberrimo ovunque questo monumento. Tutto ciò anche in virtù del fatto che le stesse ragioni dell’inclinazione dell’edificio serbano tutt’oggi numerosi misteri.
A lungo gli esperti si sono dibattuti, soprattutto nel secolo scorso, sulla questione se tale inclinazione fosse legata ai problemi statici posti dall’edificio durante la sua erezione: in altre parole, se la pendenza della torre, costituisse un effetto appositamente voluto dal suo costruttore o viceversa, fosse il frutto in un imprevedibile o comunque inevitabile progressivo cedimento del terreno.
A tali conclusioni si giunge osservando, oltre alla composizione del terreno, le correzioni apportate ad ogni piano dell’edificio. Quello che pare certo, in base alle sporadiche notizie che possediamo, é che, nel corso dei secoli, l’oscillamento dell’edificio sia stato minimo, avendo esso probabilmente trovato un proprio assestamento sul suolo. Tale situazione é confermata dall’accurato rilevamento compiuto nel 1817 da due studiosi inglesi, Cresy e Taylor. In questa data fu infatti deciso, in base ad esigenze di natura storica ed estetica, di liberare la base del campanile dalla coltre di terra che la occultava da secoli.
Tale intervento, che sortì l’effetto di far perdere alla torre l’equilibrio acquisito, prevedeva anche lo smantellamento degli edifici e delle strutture che sorgevano vicino alla costruzione, e, soprattutto, il prosciugamento dell’acqua stagnante che perennemente circondava l’ingresso dell’edificio.
Le successive misurazioni, documentarono un incremento di pendenza di circa 20 centimetri: nei 267 anni intercorsi tra i rilievi di Giorgio Vasari del 1550 e quelli dei due inglesi, nel 1817, l’inclinazione era aumentata di soli cinque centimetri.
L’accelerazione del movimento di pendenza durò alcuni anni dopo i lavori del 1838, per poi tornare a decrescere nella misura di circa un millimetro l’anno. Nel corso del XX secolo, il miglioramento delle conoscenze e delle strumentazioni tecniche, unitamente all’interessamento delle autorità governative e di tutela, hanno promosso studi, ricerche e persino interventi straordinari. Dal 1988 al 2001 la torre é stata chiusa al pubblico ed un comitato di esperti sta lavorando per valutare ogni pericolo di aggravamento della statica della costruzione ed attuare misure effettivamente risolutive in grado di bloccare, se non addirittura di invertire, l’inesorabile inclinazione verso il basso del monumento
Il Comitato di coordinamento per la salvaguardia della torre di Pisa.Nascita e incarichi del Comitato
Il Comitato è stato istituito con decreto legge 5/10/90, n. 279, convertito con modificazioni nella legge 30/11/90, n. 360 approvata dal Parlamento nel settembre 1990, con il compito di provvedere alla predisposizione dei progetti di massima ed esecutivo per il consolidamento ed il restauro della Torre di Pisa. Trattandosi del 16° Comitato istituito dal 1298 e, dopo aver constatato come nel passato non si fosse mai arrivati a realizzare interventi mirati alla salvaguardia del Monumento, la legge assegnava al Comitato in questione lo statuto di una authority con ampia facoltà di prendere in modo autonomo le decisioni di carattere tecnico.
Successivamente con la legge 7 marzo 1997, n. 53 è stato istituito il Comitato di Coordinamento per la Salvaguardia della Torre di Pisa composto da tredici esperti italiani e stranieri con il compito di portare a termine i lavori di consolidamento e restauro già avviati.
Funzionamento e attività del Comitato
Il Comitato si riunisce a Pisa presso l'Opera Primaziale Pisana ogni 6-8 settimane. Nel periodo che intercorre tra le riunioni plenarie ufficiali si tengono riunioni dei vari gruppi di lavoro che sovrintendono alle singole attività intraprese.
Sin dalle sue origini, il Comitato ha avviato una serie di studi interdisciplinari nei campi di Storia dell'Arte, Restauro Architettonico, Ingegneria Strutturale e Geotecnica, senza i risultati dei quali qualsiasi progetto definitivo di rinforzo strutturale e resturo architettonico risulterebbe impensabile.
In attesa di completare gli studi e le sperimentazioni necessarie e tenendo conto delle precarie condizioni di sicurezza del monumento, il Comitato ha deciso di operare in forma temporanea e reversibile.


