LA TORRE DI PISA, L'ARCHITETTO, COSTRUZIONE
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Un' iscrizione sulla parete destra della porta di ingresso documenta la data di avvio dei lavori di costruzione dell’edificio, A.D. MCLXXIV. CAMPANILE HOC FUIT FUNDATUM MENSE AUGUSTI (nell’anno del Signore 1174, nel mese di Agosto, fu fondato questo campanile): una notizia che trova conferma in alcuni documenti e nelle cronache del contemporaneo Bernardo Maragone, testimone oculare dei fatti. In nessuno dei casi é tuttavia documentato il nome del progettista.
Ciò ha così aperto un lungo dibattito, ancora irrisolto, circa l’identità dell’architetto dell’edificio che, in quanto personalità di altissimo livello e cultura, si é voluta di volta in volta riconoscere fra gli artisti attestati all’opera nella Piazza dei Miracoli nel corso della seconda metà del XII secolo. Un’antica tradizione risalente addirittura allo storico aretino Giorgio Vasari, tende a identificare l’autore del campanile con Bonanno Pisano.
Gran parte della storiografia recente ha invece puntato con maggior verosimiglianza l’attenzione sul nome di Diotisalvi, il costruttore del Battistero. L’ipotesi di un suo intervento é rinforzata dalla presenza di un personaggio omonimo in un documento del 1174, e soprattutto, dalle evidenti affinità ritmiche e lessicali fra l’impianto del Battistero e quello della torre. La concezione dinamica dello spazio architettonico e quella della doppia struttura correlata, interna ed esterna, é infatti affine nei due edifici.
La presenza che invece lascia meno adito a dubbi, fra gli studiosi, é quella di Biduino, che in questi anni é attivo nel territorio pisano. Le decorazioni dell’ordine basamentale della torre mostrano notevoli affinità con la sua produzione più nota. La stessa forma circolare sembra infatti essere stata adottata, da un lato, per il gioco di specchi e contrapposizioni con la parte del Duomo limitrofa, riecheggiando volutamente il gioco curvilineo delle absidi; dall’altro, per conformarsi alla predominanza di elementi a forma circolare nell’economia della piazza, soprattutto dopo la fondazione del grandioso Battistero che, nelle sue forme, intendeva probabilmente proporsi come rivisitazione “moderna” dell’Anastasis di Gerusalemme.
E’ probabilmente dovuta ad un influsso antichizzante la scelta di divisione della struttura in ripiani orizzontali, ma anche nella struttura modulare, il campanile ripropone i temi costruttivo-decorativi del Duomo e del Battistero ed il repertorio classicizzante da questi rielaborato.
I suoi elementi architettonici di base appaiono felici interpretazioni di quanto già costruito: il paramento murario in marmo o calcare a fasce dicrome, le arcate cieche con lesene nel registro inferiore, i portali inscritti nelle arcate, i lacunari romboidali, la ripresa di alcuni dettagli decorativi, come nel caso della raffigurazione del porto Pisano, chiaramente esemplata su quella romana, inserita nel transetto meridionale, presso la porta di San Ranieri, il paramento superiore a loggette che, nel forte chiaroscurare delle sue masse, nasconde l’effetto portante del cilindro interno. Si realizza così una sorta di continuum visivo nella decorazione di Duomo, Battistero e Campanile, a partire dal - decorazione romboidale - prototipo decorativo della facciata della Cattedrale, che, di volta in volta, gioca su ritmi e soluzioni sempre variati.


